Tempus fugit

Risuona quantomeno strano, e buffo, il mutevole atteggiamento umano nei confronti de tempo. Quando sei giovane credi di avere tutta la vita davanti, come in realtà è se sei fortunato; ma già questa espressione, ‘tutta la vita davanti’, dà un giudizio di misura, nello specifico un giudizio elevato in grandezza del tempo. Si ritiene cioè di avere molto tempo, tutto il tempo, il tempo di tutta una vita. Un tempo infinito o quasi, un tempo lunghissimo e comunque un tempo che abbraccia tutta la nostra esistenza, quindi non ulteriormente differibile.

Poi il tempo trascorre. Non sei più così giovane. Ora hai meno tempo. Non solo perché devi prendere i bambini a scuola e portarli a danza e in piscina. Ma anche perché è diminuito il tempo che hai davanti.

sento che non c’è tempo

e allora un po’ più in fretta farò

Eccoti. Ora sei prossimo. Al limite aneli il riposo. L’oblio.

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